Conflitto in Iran

di Chiara Elli & Livio Quaranta

Il conflitto in Iran è un tema molto complicato che spaventa tutti, anche noi giovani. Ma prima di raccontarvi cosa sta accadendo nelle ultime settimane vogliamo spiegarvi come è iniziato. 

Tutto ha inizio 1978, inizio delle manifestazioni contro il regime autocratico degli Scià, visto che il Re Mohammad Reza Pahlavi dal dopoguerra continuava a centralizzare il potere e l’economia per rendere il paese una potenza regionale, ma trascurando i problemi delle masse. Dopo mesi di rivoluzione, nel 1979 la monarchia crolla, venendo sostituita da un regime teocratico islamico da l’Ayatollah Khomeini, che iniziò a perseguitare le minoranze religiose e etniche e instaurare un regime basato sullo sciismo.

Nei decenni successivi ci sono stati molti scontri diplomatici con Israele supportato dagli Stati Uniti come le crisi nel golfo.

A giugno del 2025, per la prima volta nella storia, le forze aeree americane hanno bombardato alcune infrastrutture legate al programma nucleare iraniano. Nei giorni precedenti si era consumata quella che Trump ha ribattezzato “Guerra dei 12 giorni”, un confronto militare tra Israele e Iran, iniziato la notte tra il 12 e il 13 giugno con una serie di raid israeliani contro obiettivi della Repubblica islamica.

A partire dalla fine di dicembre 2025, l’Iran è stato attraversato da una ondata di proteste, inizialmente innescata dalla rapida svalutazione del rial, che tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 ha toccato nuovi minimi storici. Le prime mobilitazioni sono emerse nei grandi centri urbani, con scioperi e chiusure di negozi legati all’aumento dei prezzi dei beni essenziali. Nel giro di pochi giorni, tuttavia, le proteste hanno progressivamente cambiato natura, spostandosi da rivendicazioni economiche a una contestazione politica più ampia, con slogan diretti contro la leadership della Repubblica islamica.

Il 28 febbraio gli Usa di Trump e Israele hanno iniziato un’operazione per far crollare definitivamente la repubblica islamica, quel giorno è morta anche la guida suprema Khamenei, portando nel Paese tanta stabilità. Inutile dire che oltre alla religione e alla democrazia un altro tema principale è il petrolio visto che nello stretto di Hormuz passa il 90% del petrolio mondiale e Trump lo vuole sfruttare come già successo on altre occasioni. Cosi con la guerra ancora in corso, le problematiche economiche e sociali si sono riversate su tutta la società mondiale, con il rincaro dei prezzi e il calo della domanda.

L’articolo è stato redatto con la speranza per smuovere le coscienze dell’opinione pubblica senza creare fazioni politiche.

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