di Xinyue Michela Hu
La fotografia è l’arte e la tecnica di catturare immagini statiche della realtà ,convertendo la luce in un’immagine permanente su una base sensibile ad essa.
Ed etimologicamente dal greco foto “luce” + grafia “disegno/ scrittura” significa quindi scrittura o disegno con la luce.
La prima fotografia in assoluto fu scattata prima ancora dell’ invenzione del dagherrotipo ,la prima forma di macchinario in grado di far disegnare da sola la luce stessa.
Questa fotografia fu realizzata nel 1826 da un fotografo e ricercatore francese di nome Joseph Nicephore Niepce che riesce a scattare una foto dalla finestra della sua camera partendo da una semplice macchina oscura ,strumento che allora aiutava gli artisti a realizzare un’opera.
Dopo il suo scatto considerato il primo scatto della storia ,un chimico e fisico francese, Louis Daguerre, nel 1829 lo contatta e partendo dalle sue esperienze ,inizia gli suo esperimenti.


E nel 19 agosto del 1839 annuncia ufficialmente la nascita del dagherrotipo, il primo processo fotografico praticabile e ampiamente diffuso.

La camera oscura utilizzata da Niepce è una scatola con un foro in una delle pareti dove entra la luce.
Questa luce cioè l’immagine entra nel foro e viene proiettata e ribaltata sulla parete creando un immagine capovolta.
Questa immagine proiettata veniva ricalcata dagli artisti utilizzando specchi per far tornare l’immagine capovolta a quella originale.

Niepce modifica questa camera oscura e riesce ad ottenere nel 1826 la prima fotografia in assoluto che rappresenta la visuale della sua finestra , una fotografia sfocata e senza un obiettivo preciso ma è la prima fotografia che non ha avuto l’intervento tecnico di un artista.
A partire da questa foto ,Louis Daguerre riesce a contattare la famiglia di Niepce per poi realizzare la prima camera fotocamera in assoluto chiamata Dagherrotipo.
Diversamente dalle macchine fotografiche di oggi il dagherrotipo è composto da 2 scatole che scorrevano una all’interno dell’altra per la messa a fuoco.
Nella parte frontale si ha un foro circolare che è l’obiettivo ,fatto di vetro e ottone mentre nella parte posteriore si ha una fessura dove poi si inseriva una lastra di rame dove poi verrà impressa l’immagine.
La lastra di rame veniva rivestita di argento e esposta a vapori di iodio per rendere la superficie sensibile alla luce, tutto questo doveva avvenire in un ambiente buio per non interferire con l’immagine che si andrà fare.
Per scattare una foto necessita solitamente una decina di minuti dove la lastra di rame viene esposta alla luce ,quando viene tolto otturatore che impediva il contatto, dopo questo si rimette l’otturatore tra l’obiettivo e la lastra.
La lastra viene poi riscaldata ed esposta a vapori di mercurio e il mercurio si espande solamente nelle parti esposte alla luce facendo vedere l’immagine.
Cosi si ottiene un’immagine unica che veniva sigillata sotto il vetro per evitare il rapido annerimento del argento causato dall’aria poiché il rame argentato è sensibile all’ossigenazione.


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