IL CASO IRRISOLTO DI UNABOMBER: UN’ OMBRA IMPOSSIBILE DA IGNORARE

di Giuseppe Magnoli

E’ da dieci anni che il famoso bombarolo anche chiamato Unabomber non si fa più sentire, ma chi è e perché ha fatto tutto questo? Cosa ha spinto il bombarolo più famoso d’Italia a causare così tanti danni alle persone?

Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia furono parte di una serie di attacchi dinamitardi che ricordavano molto quelli messi in atto dall’ “Unabomber statunitense Ted Kaczynski, ma in Italia il responsabile di tutti i danni causati è ancora sconosciuto.

Gli attentati

Il primo è avvenuto in provincia di Pordenone nel ’94 quando Unabomber nascose i primi ordigni rudimentali in lattine e tubetti. Tra il 1995-1996 aumentano gli episodi: bombe piazzate in cabine telefoniche, cassonetti, giocattoli, alcune tra le prime vittime riportarono ferite serie (ma nessun morto). 1997-1999 gli attacchi diventano più sofisticati. Unabomber comincia a nascondere gli ordigni in oggetti di uso quotidiano come ovetti Kinder, tubetti di maionese, barattoli di crema. Adesso tra i feriti gravi ci sono spesso anche i bambini. Tra il 2000-2003 gli attacchi diventano meno frequenti ma più inquietanti: attacchi a chiese, eventi pubblici e mercatini con tecniche sempre più raffinate e con l’obiettivo: creare terrore. Nel settembre 2004 avviene l’ultimo attentato conosciuto: una bomba nascosta in una candela esplode nella chiesa di Portogruaro (VE). Dopo questo episodio, nessun altro attentato riconducibile all’Unabomber.

Oggi le vittime chiedono di riaprire il caso e avere giustizia per quello che gli è accaduto. Alcuni di loro non hanno più potuto condurre una vita normale dopo gli attentati perché sono stati mutilati o sfigurati.

Il motivo preciso del perché abbia fatto tutto questo non è mai stato chiarito perché a differenza dell’Unabomber americano (Ted Kaczynski) quello italiano non è mai stato arrestato, né ha lasciato manifesti o rivendicazioni.

Nel 2022 grazie a un giornalista e due vittime degli attentati il caso è stato riaperto perché sono stati trovati dei reperti che potrebbero far risalire al DNA dell’attentatore.

Oggi gli investigatori lo stanno cercando, potrebbe essere chiunque, potrebbe essere ovunque, con una famiglia normale, potrebbe essere tra noi!

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