La novità è reale ma, caro lettore, per stavolta non ci sarà nessun Post Scriptum: durante la cogestione di quest’anno ha fatto debutto come attività il poetry slam o poesia performativa.
Prima di descrivere nello specifico l’attività proposta dalla nostra scuola, però, è forse necessaria un’infarinatura generale sul tema, dato che non è molto conosciuto: la poesia performativa è un tipo di poesia che combina la scrittura con la performance teatrale, e che quindi rende molto più coinvolgente il suo ascolto. Non bisogna immaginare il “classico” concetto di poesia che in tanti hanno in mente, ovvero un qualcosa di lineare e schematico (forse noioso, no?), perché i testi coinvolti non sono soggetti ad alcuna limitazione: è un’arte libera, insomma, quasi sotto tutti i punti di vista, e le uniche regole applicate sono, in breve, il limite di tempo per ogni performance, la mancanza di ogni accompagnamento che non sia la voce e le modalità prestabilite di voto, di cui parlerò nello specifico più avanti. Il format della competizione come confronto con gli altri “slammer” è inoltre molto interessante e stimolante, sia per chi gareggia che per chi ascolta. Un promotore attivo di questo tipo di poesia è Dome Bulfaro, prof del liceo Fontana che oltre a sostenere iniziative al riguardo a livello regionale e nazionale ha reso possibile l’organizzazione di una vera e propria competizione all’interno della nostra scuola, a cui hanno preso parte diversi studenti, sia da partecipanti che da spettatori.

La prima sfida si è tenuta nella palestra del liceo Fontana, alle prime 2 ore della giornata scolastica: nonostante gli iniziali disagi dovuti all’organizzazione l’attività sembra essere stata generalmente apprezzata da tutti gli studenti. C’è da dire che in una gara di Poetry Slam il pubblico non sta “con le mani in mano”: sono estratte casualmente dal pubblico 6 persone che svolgono il ruolo di giudici e votano ogni performance da 0 a 10. Il voto è scritto su delle lavagnette che al momento opportuno vengono alzate e mostrate: il voto più alto e quello più basso sono scartati, mentre i restanti 4 voti costituiscono il punteggio attribuito al poeta/performer. A ogni giro la giuria cambia: anche questo è un aspetto interessante delle competizioni; il risultato dipende anche dalla fortuna, perché i gusti di chi fa il giudice cambiano da persona a persona, e quindi anche i voti attribuiti. Il pubblico del Fontana è stato particolarmente generoso, ma non capita spesso di avere questa fortuna!


Successivamente durante la stessa giornata si è svolta una competizione con le stesse modalità al Liceo Russell, ma per non risultare ripetitivi non ci si allungherà in ulteriori descrizioni: l’invito che risulta spontaneo fare, invece, è quello di non dilungarsi troppo nel cercare informazioni teoriche al riguardo ma di assistere dal vivo a queste sfide, che vengono organizzate spesso anche localmente e coinvolgono tutti. Non te ne pentirai!
P.S. (questa volta vero): Il liceo Russell-Fontana, chi l’avrebbe mi detto, ha una tradizione riguardo a questa disciplina: basti pensare che l’anno scorso ben 3 ex-studenti, Karol Battaglia, Matteo della Rocca e Gaia Croce, si sono classificati alle finali nazionali LIPS U20
Angela Marinelli
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