Fake news: è possibile riconoscerle ed evitarle?

Da che mondo e mondo la guerra si è sempre nutrita di propaganda e disinformazione, diretti progenitori delle fake-news e della post-verità. Ad oggi, volendo o no, ognuno di noi può ‘prendere parte’ agli eventi mondiali decidendo quale rappresentazione del mondo accettare come vera e, di conseguenza, quale condividere al proprio pubblico, piccolo o grande che sia. Gli studiosi della disinformazione sono convinti che ognuno di noi abbia la responsabilità di fermarsi e verificare la veridicità dei contenuti prima di condividerli, anche qualora siano a sostegno della parte che si supporta in un conflitto.


Perché è così facile diffondere fake news?

Nell’era dei social chiunque è in potere di inventare e diffondere storie che vengono considerate vere senza un’ulteriore verifica. Questo avviene perché l’uomo è naturalmente portato a semplificare la visione della realtà: basta creare una narrazione convincente.

Due sono gli aspetti importanti di questo meccanismo.

In primo luogo è rilevante la tendenza dell’essere umano a ricordare più facilmente storie costruite intorno a un avvenimento piuttosto che semplici dati. Sui social girano immagini di conflitti passati e addirittura filmati tratti da videogiochi, che vengono propagati come video della guerra in Ucraina. Talvolta persino testate giornalistiche importanti non verificano l’origine dei video, perciò è sempre più importante sviluppare una coscienza individuale per non scadere nella disinformazione.

C’è poi il cosiddetto “bias di conferma”: siamo molto più inclini a credere a qualcosa se rientra nella nostra realtà preesistente, e per questo molte persone non verificano le informazioni se esse confermano le loro credenze.


Di conseguenza, cosa possiamo fare per divenire fruitori degni e consapevoli dell’innumerevole quantità di informazioni che abbiamo a disposizione? Nel trovare una risposta a questa domanda potrebbe esserci d’aiuto Daniel Victor, giornalista del New York Times, fornendoci poche e semplici indicazioni per selezionare le notizie.

Chi sta condividendo? È verificato?

Ad oggi, molte persone hanno la spunta blu sui social, la quale indica che la loro identità è stata verificata. Ora, però, risulta necessario fare un’ulteriore distinzione: l’account appartiene a una testata giornalistica o a un professionista del mestiere oppure a un’altra persona, come una celebrità, sottoposta alle stesse reazioni emotive di un utente qualunque?

#eccessivihashtag?

Se un post sembra cercare disperatamente visualizzazioni e diffusione, aggiungendo hashtag non correlati, ma popolari in quel momento, probabilmente ci troviamo davanti a una notizia poco affidabile.

Attenzione alle immagini

Utilizzare un’immagine di una guerra precedente, decontestualizzarla e cambiarne la didascalia è fin troppo facile, di conseguenza sarebbe preferibile ricercare sempre la fonte originale di un’immagine virale attraverso l’apposita funzione di google.

Un esempio recente riguarda un video, risalente al 2012, di una ragazza palestinese che affronta i soldati israeliani, il quale è stato diffuso da persone che hanno suggerito che fosse accaduto in Ucraina.

Utilizza i fact-checker

Molte delle più importanti testate giornalistiche dispongono di team specializzati nel verificare e sfatare affermazioni che si diffondono quando il flusso di informazioni è maggiore. Ne sono esempi la BBC o Agence France-Press, che hanno hub utilizzabili per controllare la veridicità del post che ti appresti a condividere.

Un’altra piattaforma decisamente interessate per verificare l’affidabilità di un sito è NewGuard, una società che si occupa di fornire valutazioni di credibilità e schede informative per migliaia di siti di notizie e informazione. L’unicità di NewsGuard consiste nel preferire giornalisti professionisti ad algoritmi e intelligenza artificiale, che analizzano i differenti siti attraverso criteri giornalistici apolitici ampiamente riconosciuti. In questo modo il sito ottiene un punteggio da 0 a 100, con una valutazione complessiva verde (generalmente affidabile) o rossa (generalmente non affidabile).

Chi condivide può essere interessato ai tuoi soldi?

Molti truffatori giocano sulle naturali risposte emotive per portare i fruitori a donare soldi per una determinata causa: inutile sottolineare la necessità di verificare la legittimità della raccolta fondi. Un sito utile, in questo caso, potrebbe essere Charity Navigator.

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