Dal 9 maggio 1945 al 9 maggio 2022: i cambiamenti secondo la giornalista Anna Zafesova

Cosa si celebra il 4 aprile?
L’8 dicembre 2005 l’Organizzazione delle Nazioni Unite decise di istituire il 4 aprile come Giornata internazionale per la consapevolezza sulle mine e l’assistenza all’azione contro le mine per ricordare le migliaia di vittime, soprattutto civili, causate da questa calamità.

L’Istituto B. Russell-L. Fontana in onore della giornata della pace, lunedì 4 aprile, ha organizzato una marcia-performance oltre a lezioni speciali, incontri con giornalisti, testimonianze e interventi per stare tutti “dalla stessa pARTE”. Il fine è proprio quello di educare alla Pace.

Durante questa giornata, nello specifico dalle ore 10 alle ore 12, molte classi hanno avuto la possibilità di ascoltare ciò che la giornalista Anna Zafesova, esperta della guerra tra Russia e Ucraina, ha dichiarato riguardo la concezione sovietica del passato ma soprattutto rispetto all’attualità. Le domande a lei rivolte sono state una decina e le risposte hanno confermato o arricchito la consapevolezza sia degli insegnanti che degli studenti di tutte le classi.

I punti principali delle sue risposte riguardano sia l’Unione Sovietica, sia la mancata democrazia in Russia, sia il conflitto attuale tra Russia e Ucraina.

Innanzitutto Zafesova ha precisato che la fine dell’Unione Sovietica è avvenuta nel 1991 a causa di una crisi economica: i quindici Stati che ne facevano parte divennero così improvvisamente indipendenti.
Con l’arrivo di Vladimir Putin, nell’agosto del 1999, è mancata la democrazia: le elezioni cominciano a essere sempre meno trasparenti, chiudono giornali e canali televisivi, i partiti di opposizione rimangono esclusi e si assiste all’approvazione di leggi che non garantiscono libertà.
Il problema, però, secondo la giornalista, non è Putin bensì gli elettori.

Una delle domande rivolte alla giornalista è stata la seguente: “La Russia e l’Occidente restano distanti su alcuni valori e concorrenti sul piano internazionale: cosa la Russia attendeva dall’Occidente, o cosa l’Occidente non è stato disposto a dare?”.
La risposta è stata che la Russia, soprattutto qualche decennio fa, sosteneva di abitare nel Paese migliore. Quando, però, iniziano ad arrivare film occidentali, ai russi viene il sospetto che fuori si vivesse molto meglio, sia economicamente che a livello culturale, in quanto c’era molta più libertà personale.

Una curiosità data dalla Zafesova è stata quella riguardante un cartone animato russo, “Masyanya”. Nato nel 2001, è un cartone che ha sempre evitato di parlare di politica, concentrandosi sull’umorismo. Di fronte alla guerra tra Russia e Ucraina, però, l’autore non ha potuto continuare a far finta di niente: ha deciso quindi di dedicare un episodio al conflitto e per questo motivo ne è stata vietata la visione. La protagonista, mentre cammina per i quartieri ucraini, vede i palazzi bombardati e decide di recarsi da Putin definendolo “mostro” e “nazista”.
Se volete saperne di più, potete leggere l’articolo scritto proprio dalla giornalista Anna Zafesova: https://www.lastampa.it/editoriali/lettere-e-idee/2022/04/03/news/vlad_spegne_anche_gli_eroi_dei_cartoni-2916052/.

Le ultime due domande, che ognuno di noi tende a farsi, sono state le seguenti: perché Putin sta mettendo a rischio la propria condizione e perché la guerra tra Russia e Ucraina sta avendo un rimbombo mediatico così alto.

Secondo la giornalista, Putin sta mettendo a rischio la propria condizione perché “a lui la guerra ha sempre fatto bene”: tramite i conflitti il leader politico russo è sempre riuscito ad aumentare i consensi. La guerra è stata sempre funzionale a riaffermare il suo diritto di stare al potere.
Oggi, però, ciò sta avendo un risvolto totalmente diverso: Putin sta perdendo consensi.

Infine, Anna Zafesova ha affermato che, con l’intervento dei social, si può parlare di guerra di narrativa ancor prima di essere una guerra fisica. E’ un conflitto congelato, in attesa di una soluzione: prima la guerra era locale, adesso colpisce tantissimi civili.
Non è però la prima volta che in Ucraina accade ciò: durante la seconda guerra mondiale la maggior parte dei conflitti si svolge in questo territorio.

Ciò che viene raccontato nelle scuole russe, infatti, è totalmente differente da ciò che viene spiegato nelle classi italiane: cambia la prospettiva. In Russia la seconda guerra mondiale viene spiegata dal 1941 al 1945, ponendo particolare attenzione alla guerra russo-tedesca. Si tratta di una “Grande Guerra Patriottica”, secondo i sovietici, in quanto il 9 maggio 1945 liberano Berlino dal regime nazista.
Ecco perché, anche quest’anno, il 9 maggio sarà una data simbolica: si dice che Putin voglia terminare la guerra in Ucraina proprio quel giorno, in onore della celebrazione che ogni anno avviene in Russia, ossia la “Giornata della Vittoria”.

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