Una giornata dedicata al Dialogo Interreligioso

di Laura Bruschi e Noemi Cometti

Il giorno 11 Novembre 2021, le classi quinte del liceo Russell e del liceo Fontana si sono recate al Centro Culturale dei Missionari del Pime a Milano, dove si è tenuto un incontro sul dialogo interreligioso.

L’attività si è divisa in due parti: le prime ore sono state usate per partecipare al laboratorio in cui si è approfondito il concetto di “sacro” , in cui le classi si sono messe alla prova tramite lo svolgimento di esercizi pratici.

Nella seconda parte, invece gli alunni hanno assistito a un confronto attivo con i rappresentanti di tre grandi religioni; Marina Canova, per il buddismo, Saif Eddine Abouabid per l’islam e Ivan Straface per il cristianesimo.

Per avere un riscontro più ampio, abbiamo avuto la possibilità di fare qualche domanda al professor Simone Maggioni, docente di Religione e referente del progetto.

Pensa che sia stato utile partecipare all’uscita sul dialogo interreligioso? Se sì perché?

“Penso proprio di sì, visto anche le risposte che sono arrivate dalle classi che sono state molto positive, si sono scoperte cose nuove sulle religioni in particolare su quella buddista e quella islamica. In alcuni laboratori le classi hanno avuto modo anche di conoscersi meglio, io personalmente mi sono anche commosso ascoltando alcuni interventi di studenti che hanno parlato di cose anche molto personali.

Anche da parte degli studenti c’è stato un volersi mettersi in gioco, inoltre è stato molto apprezzato il momento di domande iniziale, anzi in alcune classi mi è stato chiesto di riproporlo durante le lezioni.”

Come pensa che i ragazzi abbiano vissuto questa nuova esperienza?

“Come dicevo prima positivamente, in alcuni casi è dipeso dalla classe e dalle relazioni presenti, in generale è stato un uscita molto apprezzata.

La possibilità di ascoltare i rappresentanti delle religioni è stata molto positiva e ha proposto anche interrogativi.

In generale è stata apprezzata l’opportunità di conoscere punti di vista nuovi e di confrontarsi con essi, con i compagni di classe e con le altre quinte presenti.”

Secondo lei, quale è stato l’aspetto più educativo emerso dal dialogo tra i rappresentanti delle religioni?

“Nel momento della tavola rotonda, credo che l’aspetto più educativo sia stato il fatto di potersi confrontare partendo ognuno dalla propria identità e dalla propria cultura, quindi senza annullare ciò che si è e dicendo chiaramente quelle che sono le proprie opinioni, tradizioni e quello in cui si crede dando all’altro la possibilità di esprimersi ed ascoltare a sua volta le motivazioni di certe affermazioni.

Un altro momento particolarmente interessante, è stato il momento delle domande fatto a gruppi di classe in cui bisognava dire se si era d’accordo o meno rispetto ad alcune affermazioni perché questo momento dimostra che a volte è semplicistico dire sono d’accordo o no, con il rischio di creare dei gruppi contrapposti. Argomentando il motivo crea la possibilità al dialogo, con gli esperti abbiamo visto proprio come il dialogo interreligioso sia possibile senza annullare le differenze ma mettendole in ascolto.”