Giornata delle donne in chiave letteraria

di Beatrice Leva

Incontro con la scrittrice e giornalista Claudia Cangemi in occasione della Giornata Internazionale delle Donne

L’otto marzo, Giornata Internazionale delle Donne, l’Istituto Russell-Fontana ha organizzato un incontro con la scrittrice e giornalista Claudia Cangemi, la quale ha parlato della condizione femminile nella nostra società e nel mondo, presentando il suo libro Non ti lascio alla notte della casa editrice Giovane Holden. All’incontro, avvenuto da remoto, a causa delle norme restrittive Covid-19, hanno partecipato anche molti professori e varie alunne di quinta, che con le loro domande hanno dato la possibilità di creare un dibattito. La signora Cangemi si è dimostrata molto disponibile ed ha risposto in maniera molto approfondita a tutte le domande che le sono state poste. Di seguito vi propongo un sunto delle tematiche trattate grazie ai vari interventi.

Claudia Cangemi ha ribadito più volte il fatto che la vicenda narrata nel suo libro abbia avuto inizio con un femminicidio, tema innegabilmente centrale, ma non l’unico trattato, ma anche tutto l’universo di persone, fatti ed emozioni che ruotano attorno a un femminicidio. È stato sottolineata in alcune domande la particolare scelta di rendere un personaggio principale anche l’assassino, facendogli raccontare persino la storia della sua vita, e i sentimenti ed emozioni che sono scaturiti nella scrittrice nell’immaginarsi questa singolare condizione.

La scrittrice ha raccontato di come abbia temuto che la critica prendesse il suo libro come un mezzo per scusare, seppur in parte, la grande piaga che affligge la nostra società quale è il femminicidio, e i suoi diretti fautori, e che il suo intento non fosse assolutamente quello, ma che al contrario, era mostrare semplicemente il mondo interiore di una persona che si spinge ad uccidere una persona che ama, e come il passato di una persona possa influire. Poi ha aggiunto quanto sia stato faticoso per lei immedesimarsi in un soggetto del genere, ripudiando lei ogni forma di violenza, e come siano state d’aiuto esperienze lavorative passate (nel campo del giornalismo di cronaca). Infatti il racconto non è la narrazione di una storia vera, bensì di un insieme di varie storie e realtà.

Oltre all’analisi dei pensieri e della storia dell’assassino, nel libro si entra in contatto con il mondo interiore di tutti i personaggi, scelta dettata dal fatto che secondo la scrittrice è importante ricordare che anche i personaggi più buoni possono fare errori e compiere azioni sbagliate, seppur in buona fede, avendo anch’essi un lato oscuro e viceversa anche la persona più meschina e crudele di un racconto può avere un lato buono che è giusto mostrare, seppur non giustifichi nessun’azione.

L’incontro si è concluso con un messaggio che Claudia Cangemi ha lasciato a noi ragazzi, ma che può essere condiviso con tutti: non bisogna avere paura di affrontare i propri fantasmi, che ognuno di noi inevitabilmente ha. Perché evitare di affrontarli, anche all’interno di una relazione, facendo finta che non esistano, è solo una finta risoluzione.